Evelina Schatz

Evelina Schatz

".. Claudio Granaroli va in giro in un vecchio furgoncino rosso con un vecchio cane.
In mezzo alla gente si tiene in disparte, aria un po' persa ma gentile. Sulle labbra un sorriso serpentello. Piccolo, distratto.
Come diceva nel 1971 Sebastiano Vassalli: "Granaroli è soltanto un pittore". E poi più tardi, nel '75: "Fa come Dio.
Un quadro ogni sei giorni e il settimo cerca di venderlo". E se gli riesce è un uomo "interattivo". Fa libri. Con poeti e artisti.
Da Lione a San Pietroburgo, da Noto a Odessa questi piccoli oggetti multimediali cercano di conservare sobrietà ed eleganza di una cultura in continuo mutamento.
Granaroli timido e nascosto, in realtà è un uomo di irriducibile passione."

Evelina Schatz

Sonia Cavicchioli

".. Prepara i telai , le cornici.

Dipinge su tela e su carta, che poi incolla su tela. ..... 
Usa olio, acrilico, tempera, acquerello, inchiostro di china ( ha lavorato anche con pastelli a olio e stampato su linoleum): li stende a vaste............

...per questa ragione, all'impulso quasi automatico con cui realizza ciascuna stesura, fanno poi seguito lunghi tempi di essiccazione.

 

Sonia Cavicchioli - Monografia - "Granaroli" ( Y 2002 )

Sebastiano Vassalli

Sebastiano Vassalli

...... Un compagno di strada esemplare, un puro artista se mai ve ne furono. Raramente, nella mia ormai lunga vita, ho incontrato uomini così poco di questo mondo e così interamente dediti ad un mondo parallelo e diverso, dove l'importante non è comparire a destra o a manca, avere il catalogo firmato da un famoso critico, essere sponsorizati da un famoso gallerista e imbalsamati ancor vivi nel famoso museo, non è produrre clamore e denaro : ma è vivere, in silenzio, un'emozione di belleza senza mettersi in posa per l'eternità, senza apparire e senza trafficare....... L'arte, quella vera, deve molto a questi monaci , che nella mondanizzazione in ogni cosa operata dal mercantilismo e dal capitalismo hanno lavorato per lei e non per il mercato; agli uomini della dissipazione di se; ai puri artisti come Claudio Granaroli.

Sebastiano Vassalli estratto dalla Monografia "Granaroli" ( Y 2002 )

Emilio Picco

Emilio Picco

la presentazione una presentazione una bella presentazione di emilio pikko pinkopallino pinkeldner pinkler uei ghe ki el negher el granaröö il granaroli claudius maximus uno che ti inventa ancora il quadro stende vaste campiture zack zàilo gialdone cialdone giambella una belessa e poi ti ghirigora dentro certa pitura che sia quel mao la stacca netto gentile sottolineatura pulito pulito sfonda i piani apre cieli mica del buondio ma suoi visioni sogni segnali ma cosa vuol dire ire re e perchè li fà così grossi quadri ke po i sta de nessuna part evviva il colorespazio che scoppia le topaie della micragna delle miniature cartolinesche sei metri per dieci di rosso da farne una bandiera vortici colature soli aerei tracciati pennellate zen velature sottili un mondo in cui si vorrebbe vivere senza poteri senza dominio utopia boia faust dobbiamo sempre rimestrare questa sciassissima realtà soprastrutturata rispecchiamento reflexion in se per se ik et nunk der ganze stunk oppure direi el me pias un blo inscì d'accordo d'accordo i quadri non sono bombe i quadri sono quadri nonpiù andrai farfallone amoroso delle belle turbando il riposo narcisetto adoncino d'amor ciumbis granaroo ke kvader bergheim gerghem gergum ti ha portato nuova luce come a kant l'anno sessantanove.

Emilio Picco - Introduzione alla Personale di Pavia

Michelangelo Coviello

Michelangelo Coviello

" la forma è il racconto anche quando vuole esserne il limite. Ma il racconto non si fa da solo bisogna che ci siano personaggi che diventano paesaggi dove il fatto accade.
Quindi la forma è il racconto del giorno dopo, quando tutto è già successo e la mente comincia a correggere la realtà, la trasforma, la censura nei ricordi.
Gli oggetti diventano allora sensazioni, forme che Claudio (Granaroli) riconosce essere parte di sé, della sua storia che vuole uscire e raccontarsi nel gesto libero e grande che si fa strada.
E così la tela da sola tira fuori il dentro di Claudio: lo lascia sbracciare col pennello in mano, felice e finalmente senza memoria”.

Presentazione alla Mostra nello spazio “Officina Coviello"